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Mer 4 | 19:00 | Amos e lo Smeraldo del Testaccio di Maurizio Tomasi

Una folata di vento trascina la lippa, lanciata con forza da Amos, ai bordi del Campo dell’Infame, al Testaccio e, come nella fiaba persiana “Tre Principi di Serendippo”, l’intelligenza e la perseveranza portano Amos, appena sedicenne, a scoprire uno smeraldo bellissimo. Il destino del ragazzo, nato nel 1899 nel Ghetto di Roma, orfano dei genitori, si forgia in quell’istante. Le particolarità di quella pietra lo motivano a cercare di comprenderne l’origine e lo inducono a dedicarsi allo studio della mineralogia. Nel 1934 si trasferisce a Cambridge, Massachusetts. Le sue ricerche hanno forte risonanza scientifica e Amos si avvia a ricoprire incarichi accademici di prestigio e nel 1938 realizza un esperimento i cui risultati sono tanto sconvolgenti quanto impossibili da interpretare. La sua vita dunque cambia verso e nel primo dopoguerra Amos si trasferisce con la famiglia a San Francisco ma non riesce più a entusiasmarsi del suo lavoro e cade in una crisi esistenziale profonda con una visione del mondo speculare alla precedente. La nuova luce interiore gli permette di comprendere l’esperimento del ’38 e di formulare un’ipotesi suggestiva sull’origine del suo smeraldo.

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