Sab 9 | 19:00 | Anche la morte ascolta il jazz, romanzo di Valeria Biuso

William Brooks è un giovane scrittore alla ricerca d’ispirazione a zonzo per le livide strade della febbricitante e contraddittoria New York della fine degli anni ’40. Scrive recensioni per il Partisan Review, la rivista più radicale della città, e frequenta i locali storici del bebop, costipati da morfinomani, perdigiorno e hipster. L’inaspettato incontro con un lontano parente, l’azzimato e nebuloso Noah Tats, riesce però a scuoterlo dal languore in cui si sentiva da tempo impaludato. Una seducente e misteriosa promessa di consapevolezza illumina d’improvviso l’orizzonte di William. Ma la strada è ancora percorsa da fittissime ombre e pesanti inquietudini…
Valeria Biuso racconta la crisi identitaria di una generazione, evocando il relativismo dei nuovi valori fondamentali e le antinomie irrisolvibili che governano la società occidentale. Poesia beat, moda, jazz, esoterismo, gusto fantastico e controcultura hipster si fondono in un’appassionata e trasversale ricerca di autenticità.

«Volevo festeggiare, ascoltare jazz, bere whiskey e fumare erba. Buttarmi alle spalle l’angoscia delle ultime settimane, il naso rotto, la figura di merda al PR, i litigi con Dahlia, gli occhi tristi di Paula, Tine e la sua cricca di svitati, i battibecchi con Phil, il suicidio sventato da Noah, le lacrime di mia mamma, il romanzo e tutto il resto… Ci voleva un drink. Ce ne volevano due…»

Segue Apericena

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