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sab 18 nov | 19:00 | Tutte le foto del mondo tranne una, romanzo di Vittorio Pavoncello

Tutte le foto del mondo tranne una.  Sfogliando fra le pagine di Internet un surfista cerca notizie sul dopo tsunami e scopre la storia di Michi un giovane hikikomori che in seguito allo tsunami è costretto a lasciare Tokyo e seguire la famiglia a Okayama per sfuggire al pericolo delle radiazioni. La devastazione del cataclisma si unisce a quella dei rapporti familiari e sociali, con Michi che vive segregato nella sua stanza da quando ha appreso la vera vita del suo migliore amico. La madre sul vassoio dei cibi, che ogni giorno lascia dietro la porta, mette le foto di ciò che lo tsunami ha sconvolto. Nel racconto in prima persona dell’hikikomori la storia del Giappone dal nazismo ad oggi per arrivare a un finale che richiama tutti alle proprie responsabilità, compreso un surfista sullo tsunami.

 In questo racconto, che nasconde la sua misteriosa natura di segreto non svelato sotto l’apparenza di una storia adolescente, di una contrapposizione esistenziale (genitori figli, vecchi e giovani, troppo vicino alla nascita, troppo vicino alla morte) scorre la vicenda semplice e paradossale di un percorso che va da Hiroshima a Miyagi, dalla morte atomica militare alla morte atomica naturale, una serie di fatti che devono comunque compiersi. Anche se il protagonista (un adolescente impegnato a tracciare la linea di confine con padre e madre, attraverso il muro della sua stanza) è deciso a tenere testa.

“Sono figlio unico di genitori unici” proclama. E avverte gli adulti: “i genitori amano i figli come una cosa che gli appartiene e basta. Ne hanno cura. Ma non sanno cosa fare di lui, come d’altronde non sanno cosa fare della loro vita.” Intanto la madre gli fa passare sotto la porta le immagini di ciò che sta accadendo nel disastro nucleare di Myiagi. È un racconto di non appartenenza (“odio il passato perché non c’ero, odio il futuro perché non ci sarò”), di straniazione (siamo in Giappone, eventi luoghi e persone sono giapponesi) di lontananza intesa come modo naturale di stare al mondo. Eppure è una storia d’amore, raccontata in modo diverso che non va perduto.

Furio Colombo – Capalbio, 20 luglio 2017

presentano il libro Anna Maria Meoni Michela Zanarella
letture di Giuseppe Lorin

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